larosainpiu

“Oh, le parole prigioniere

che battono battono furiosamente

alla porta dell’anima…”

(A.Pozzi)

In secoli di storia della letteratura, la donna è sempre stata raccontata dall’uomo come se la sua voce potesse farsi intendere solo attraverso la parola maschile: da sempre oggetto dell’ispirazione raramente la donna è stata soggetto del processo creativo. Sin dalle origini la donna scrittrice, che pure c’è stata, si è trovata ai margini, è stata penalizzata da rifiuti, censure, scarsamente considerata come se la sua espressione fosse poco significativa dal punto di vista artistico. La stessa letteratura ufficiale con i suoi generi tradizionali aderiva a canoni maschili così la voce femminile non solo appariva una voce nel deserto ma anche le opere, sebbene valide in molti casi, erano relegate nel silenzio e nell’ombra. Nel Settecento però qualcosa cambia: la donna comincia ad imporsi e ad affermarsi socialmente. Le dame parigine cominciano a partecipare alla vita culturale aprendo e gestendo…

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