LIMINA MUNDI

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Da tempo ormai il modo congiuntivo é in lenta ma inesorabile decadenza. Al suo posto regna incontrastato e sovrano l’indicativo, il modo della realtà, dell’obiettività e della certezza. Il 21 marzo del 1967, sulle pagine del Corriere della Sera, Dino Buzzati scriveva un raccontino dal titolo Povero Congiuntivo che propongo qui di seguito e che già manifestava la crisi che avrebbe inesorabilmente colpito il modo verbale della soggettività.

Chi ha più di quarant’anni ricorda senza dubbio che cosa fosse ai suoi tempi il professor Attilio Congiuntivo.
Era un despota, un pignolo, lo si trovava dappertutto. Come ci si metteva a scrivere, lui compariva dietro le nostre spalle a sbirciare sulla pagina. E guai a non essere ai suoi ordini, guai a mancargli di riguardo. Erano cinque e quattro che fioccavano, erano bocciature solenni.
Era alto, magro, invadente, vestito di scuro, con occhiali, pretenzioso e maledettamente sicuro di sé. Il professor Sergio…

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