La fatalità epica di Vittorio Bodini

LIMINA MUNDI

Tu non conosci il Sud, le case di calce

da cui uscivamo al sole come numeri

dalla faccia d’un dado.

(La luna dei Borboni, Milano, Edizioni della Meridiana, 1952)

Vittorio Bodini è stato uno dei maggiori scrittori e poeti salentini del Novecento. Stimato ma guardato con diffidenza dagli stessi leccesi, ha sempre intrattenuto un rapporto controverso con la propria terra, fatto di invettive, partenze, ritorni, addii, una passione che avvicina e allontana, costruisce e distrugge. Nel secondo dopoguerra, che si parlasse di Sud non era una novità assoluta, data l’attenzione rivolta dal nostro paese al problema meridionale: già Quasimodo, Sinisgalli, Gatto, Levi, Jovine avevano trattato il Meridione. Il fatto però che si parlasse di Salento, un paese “così sgradito da doverlo amare” e di sentire di averlo quasi inventato, come lui stesso rivendicò in una lettera del 1950 indirizzata a Oreste Macrì, costituisce certamente una novità. Pur essendo nato a…

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AforisticaMente

LIMINA MUNDI

“Siamo brevi, il mondo è sovraffollato di parole”.

Stanislaw Lec

Gli aforismi, dal greco aphorismòs che significa delimitazione, definizione,  sono enunciati che esprimono efficacemente un concetto in poche frasi segnando un limite, un confine, non a caso il termine ha la stessa radice della parola “orizzonte”. Caratteristica fondamentale dell’aforisma è la brevità. Nella prosa gli aforismi si configurano come forme brevi simili ad affermazioni e precetti, destinati a essere pubblicati in raccolte o in racconti, romanzi, diari. Al di là dell’ambito letterario gli aforismi possono trovare spazio nei film, nelle pellicole del passato e del presente che hanno fatto epoca: frasi celebri divenute popolari, affermazioni ironiche e divertenti, battute divertenti penetrate nel patrimonio linguistico di intere generazioni.

I temi toccano ambiti diversi a seconda dell’evoluzione che l’aforisma ha avuto attraverso i secoli. Nati come precetti medici grazie al greco Ippocrate, fornivano insegnamenti e consigli pratici sulla medicina, la tecnica, la…

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Sulla Resilienza

LIMINA MUNDI

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“Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice”. (Albert Camus, Il mito di Sisifo in Opere. Milano, Bompiani, 2003)

Il termine resilienza deriva dal latino “resalio” (risalgo) e lo si può ritrovare applicato a diversi campi specialistici, quello della metallurgia, in cui indica la capacità di un corpo di resistere alle forze d’urto, alla biologia, all’informatica, all’economia, alla psicologia.

In ambito psicologico per resilienza si intende la capacità tipica dell’uomo di resistere alle avversità della vita e a eventi traumatici, riuscendo perfino a riorganizzare positivamente la propria vita e a ricostruirsi, restando comunque fiduciosi e disponibili a cogliere le opportunità positive che la vita offre. Non va confusa con la forza di volontà che ci permette di perseguire gli obiettivi prefissati con costanza e determinazione.  E’ piuttosto quella stessa forza di volontà che ci spinge a perseguire una mèta nonostante…

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DAVID BOWIE, UN ANNO DOPO

Un mio articolo dedicato al più grande di tutti.

LIMINA MUNDI

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Il 10 gennaio del 2016 quando appresi la notizia della scomparsa di David Bowie ero troppo sconvolta per scrivere qualcosa che anche lontanamente lo riguardasse. Lo faccio ora con la consapevolezza che non è possibile raccontare una personalità così istrionica e carismatica e avere anche la pretesa di risultare completi ed esaustivi. Bowie si spense a New York dopo il suo sessantanovesimo compleanno e  dopo aver pubblicato Blackstar, il suo ultimo album in studio. Per omaggiare il Duca Bianco il Regno Unito ha organizzato una serie di iniziative in musei e sale cinematografiche, pubblicazioni, giornate a tema, proiezioni. La BBC trasmetterà un film dedicato agli ultimi cinque anni della sua vita, contenente filmati inediti e registrazioni tratte dalle lavorazioni dei suoi ultimi due album in studio: “The next day” del 2013 e “Blackstar” del 2016. Anche il canale televisivo 67 del digitale terrestre in VH1 David Bowie Celebration Day, oggi…

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Fantasticheria

LIMINA MUNDI

In questa novella tratta da Vita dei campi del 1880, Giovanni Verga fingendo di rivolgersi ad una raffinata donna cittadina di cui è innamorato, spiega le ragioni che lo spingono all’osservazione e al racconto delle vicende delle classi sociali più umili e disagiate. La loro filosofia di vita viene definita “ideale dell’ostrica” per il tenace attaccamento nei confronti della propria terra e delle proprie radici.

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Una volta, mentre il treno passava vicino ad Aci—Trezza, voi, affacciandovi allo sportello del vagone, esclamaste: — Vorrei starci un mese laggiù! —

Noi vi ritornammo, e vi passammo non un mese, ma quarantott’ore; i terrazzani che spalancavano gli occhi vedendo i vostri grossi bauli avranno creduto che ci sareste rimasta un par d’anni. La mattina del terzo giorno, stanca di vedere eternamente del verde e dell’azzurro, e di contare i carri che passavano per via, eravate alla stazione, e gingillandovi impaziente colla catenella della…

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Una rosa rossa

LIMINA MUNDI

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Uno dei grandi meriti della scrittura in genere é fungere da strumento di impietosa e indiscussa critica dei costumi. Nella raccolta di racconti La grammatica di Dio del 2007, lo scrittore Stefano Benni rappresenta la realtà italiana dei nostri giorni, riflette sull’egoismo e sul cinismo di affaristi privi di scrupoli per i quali predominano le leggi di mercato e nulla contano gli altri.

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Notturno

LIMINA MUNDI

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E’ tempo che ogni falsa imagine di me cada.

Aegri somnia. 

Ho gli occhi bendati. Sto supino nel letto, col torso immobile, col capo riverso, un poco più basso dei piedi. Sollevo leggermente le ginocchia per dare inclinazione alla tavoletta che v′è posata. Scrivo sopra una stretta lista di carta che contiene una riga. Ho tra le dita un lapis scorrevole. Il pollice e il medio della mano destra, poggiati su gli orli della lista, la fanno scorrere via via che la parola è scritta. Sento con l′ultima falange del mignolo destro l′orlo di sotto e me ne servo come d′una guida per conservare la dirittura. I gomiti sono fermi contro i miei fianchi. Cerco di dare al movimento delle mani una estrema leggerezza in modo che il loro giuoco non oltrepassi l′articolazione del polso, che nessun tremito si trasmetta al capo fasciato. Sento in tutta la mia attitudine la rigidità di uno scriba egizio scolpito…

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Jaufre Rudel e l’amor de lonh

LIMINA MUNDI

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Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, 1818, Hamburger Kunsthalle di Amburgo.

                                                    “Contessa, che è mai la vita?

                                                            È l’ombra di un sogno fuggente.

                               La favola breve è finita,

                                                 Il vero immortale è l’amor.”

                                                      Giosuè Carducci, Jaufre Rudel

Precocemente attestata, la letteratura provenzale presenta una storia piuttosto atipica rispetto alle altre letterature romanze.  Si trattava di una poesia d’arte composta in lingua volgare, laica, destinata a lasciare tracce indelebili su tutta la cultura occidentale anche perchè…

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Continuità dei parchi

LIMINA MUNDI

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Giuseppe Migneco, Uomo che legge il giornale (1940)

Continuità dei parchi, tratto da “Final del juego” del 1954, è un racconto breve, ma a dir poco ingegnoso dello scrittore argentino Julio Cortazàr, il quale rivela ancora una volta la sua predilezione per la narrativa fantastica che presenta finalità conoscitive e che risulta dominante nella sua opera. L’unico personaggio del racconto é un uomo di cui si sa poco: vive in una casa di campagna adiacente ad un bosco di roveri e ama leggere nel suo studio dotato di una grande vetrata, che si affaccia sul parco circostante. Il protagonista sta ultimando la lettura di un romanzo che lo sta prendendo molto: tratta di una coppia di amanti che sta progettando di eliminare il marito di lei, unico ostacolo alla libera espressione del loro amore. L’uomo si assume il compito di uccidere il marito della donna che ama, la quale gli fornisce…

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Il tema del silenzio: Deborah Mega 3 – fotografie di Carlo Piscopo

LIMINA MUNDI

Il silenzio è il tempio d’oro
l’occhio che osserva
l’orecchio che ascolta
le parole muri di pietra
trafori di significati
trasmessi dalla quiete del tempo.
Sono scrigni le parole
rotolano saltellando
prive di confini
aprono infinità di sensi
al silenzio che le crea.

Deborah Mega

Una bella prova questa terza poesia sul silenzio elaborata da Deborah Mega, che dà concretezza al silenzio stesso, facendone tempio d’oro, non si diceva saggiamente che la parola è d’argento ma il silenzio è d’oro?

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Tacere permette di concentrare le capacità degli altri sensi, è tacendo che si osserva con attenzione, è tacendo che si ha modo di ascoltare l’altro che parla, saper ascoltare è dote tanto preziosa quanto rara. La dote principale di Vasudeva, il saggio traghettatore del fiume presso cui si ferma il  Siddhartha di Herman Hesse, affascinato dalla voce del fiume stesso, che nel suo eterno scorrere mormora grandi…

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